La violenza di genere costituisce una questione strutturale che attraversa i sistemi di welfare e interroga la capacità delle istituzioni di garantire diritti, giustizia ed equità. La ricerca presentata alla Cirss 2026, promossa dalla Fondazione Nazionale i Assistenti Sociali (FNAS) in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine (CNOAS) e sei Consigli regionali dell’Ordine, si colloca in questo quadro, con l’obiettivo di indagare come le e gli assistenti sociali interpretano, implementano e coordinano le politiche di contrasto alla violenza di genere all’interno dei sistemi locali di welfare.
Continuando a presentare le ricerche portate a Catania, per realizzare questo lavoro Giuseppa Ferraro e Lluis Francesc Peris Cancio, hanno raccolto dati quantitativi e qualitativi relativi a formazione, conoscenze, partecipazione alle reti antiviolenza e rappresentazioni professionali del fenomeno.
Pubblichiamo le slide che hanno accompagnato la presentazione e che mostrano una professione fortemente impegnata ma inserita in un contesto frammentato, segnato da disuguaglianze territoriali, carenze formative e procedure operative non uniformi. Dal punto di vista della pratica professionale, la ricerca mostra che il lavoro sociale rappresenta un nodo cruciale di connessione tra politiche pubbliche e comunità, capace di tradurre i principi di giustizia di genere in pratiche quotidiane di cura, prevenzione e tutela. Tuttavia, la carenza di formazione specifica e di protocolli condivisi limita la piena valorizzazione del ruolo dell’assistente sociale come agente di cambiamento e garante dei diritti.
Lo studio conferma la necessità di rafforzare la governance multilivello delle reti antiviolenza e di costruire modelli di presa in carico integrata e continuativa, con particolare riguardo agli orfani speciali.