PARTITI I WEBINAR 0-6: ora laboratorio e poi appuntamento il 3 febbraio

Martedì’ 13 gennaio 2026, alle ore 15, ha preso avvio il percorso “Verso un sistema integrato 0–6: le competenze chiave del servizio sociale nella costruzione di comunità educanti”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione nazionale degli Assistenti sociali (FNAS), Save the Children e il Centro di Competenza per Lavoro Sociale e Politiche Sociali della Libera Università di Bolzano (UniBZ). Il primo webinar, “Bambini e bambine nel sistema educativo 0–6 anni”, curato da Arianna Lazzari, docente dell’Università di Bologna, che ha trattato il tema delle prospettive politiche e pedagogiche in ambito europeo e nazionale, ha attratto oltre 800 partecipanti, tra assistenti sociali e altre figure professionali, in prevalenza nei settori sociale, educativo e sanitario. Hanno introdotto l’appuntamento, Silvana Mordeglia, presidente Fnas, Debora Sanguinato, Coordinatrice del Programma Poli Millegiorni di Save the Children Italia, e Diletta Mauri e Francesca Schir, di UniBZ.
Il prossimo webinar in calendario, “Bisogni e sviluppo nei primi sei anni di vita” è previsto per il 3 febbraio, a cura della Prof. Livia Taverna, della Libera Università di Bolzano e questo è il link per l’iscrizione .

Nei giorni 19 e 20 gennaio, invece, partirà a Bari il primo dei tre laboratori territoriali in presenza, dedicato all’analisi di risorse e criticità per bambini e caregiver nel contesto locale, rivolto a venticinque assistenti sociali e operatori dei servizi educativi, tutti selezionati tra i ruoli strategici, per facilitare il dialogo tra i diversi attori. Il progetto complessivo, inserito tra le attività del Polo Millegiorni di Bari, fa parte di un percorso che nasce nel 2020 all’interno del progetto “Il Buon Inizio. Crescere in una comunità educante che si prende cura”, finanziato da “Con i Bambini Impresa Sociale”. Nell’occasione, la collaborazione tra Save the Children e Fnas ha evidenziato tre obiettivi da raggiungere in tre territori sperimentali, Moncalieri, Tivoli e la Locride: rafforzare le competenze dell’assistente sociale nell’ambito dei servizi e delle politiche rivolte all’area zerosei anni; individuare strumenti per facilitare il dialogo e uniformare i linguaggi tra i sistemi sociale, educativo e sanitario; definire modelli di pratica per sostenere comunità educanti, dotate di strutture di governance, sostenibili e perduranti.
“L’esperienza di Bari ci permette di arricchire il modello con alcune innovazioni: una formazione integrata tra assistenti sociali e operatori dei servizi educativi (insegnanti, educatori); un percorso di apprendimento misto, che alterna webinar aperti alle comunità multiprofessionali nazionali, a laboratori di pratica, riservati agli operatori locali; una ricerca che non si limita all’analisi delle esperienze, ma che ha il compito di supportare il processo di trasformazione degli output e dei deliverables prodotti in strumenti di lavoro – spiega Renato Briante, responsabile progettazione di Fondazione – In questo percorso Fnas e Save the Children condividono un obiettivo strategico multitasking: strutturare il modello in una pratica operativa rivolta alle equipe sociosanitarie ed educative presenti in tutti gli ATS, dando forma e contenuti all’architettura delle comunità educanti territoriali; predisporre adeguati strumenti, come linee guida o manuali, per favorire la diffusione delle pratiche e delle procedure tra gli operatori e i decisori nei diversi contesti locali”.