Tiriamo le somme del progetto “Rete Territoriale di cura: prevenzione e contrasto della violenza di genere”, finanziato da Vodafone, con la collaborazione della capofila, Fondazione Libellula, e Fnas.
Dopo l’esperienza condivisa con il progetto “Dai Segni ai Sogni”, nel Municipio 2 di Milano, le attività, hanno coinvolto i comuni di Bergamo, Lecce, Palermo, Bologna e Roma.
Hanno partecipato al percorso formativo 282 operatori, dei quali 99 assistenti sociali, attraverso 36 ore di laboratori in presenza e 6 ore di webinar, per un percorso complessivo di 42 ore. “Le indicazioni emerse dalla gestione del progetto – dice Renato Briante, responsabile della Fondazione Nazionale per la programmazione – dovranno essere ulteriormente arricchite, anche attraverso il ritorno dei feedback dei partecipanti e dei docenti.
Il lavoro di Libellula e Fnas non termina con la conclusione del progetto. La collaborazione tra comunità professionali, imprese, ETS, in ambiti intersettoriali di confine tra sociale, sanitario, educativo, giustizia, sicurezza, economia civile, si prepara alla fase di modellizzazione delle esperienze. Due obiettivi: definire protocolli operativi per la prevenzione della violenza, la presa in cura e l’accompagnamento all’autonomia delle vittime, nei diversi ambiti territoriali e – conclude – individuare i profili professionali che definiscono competenze e ruolo dell’assistente sociale e degli altri professionisti che concorrono all’animazione delle equipe multidisciplinari”.