Da gennaio a marzo si è svolta la prima fase del progetto di ricerca “Il servizio sociale e la comunità educante per la prima infanzia”, promosso da Fnas, Save the Children e Libera Università di Bolzano e coordinato da Diletta Mauri e Francesca Schir della Libera Università di Bolzano.
Cinque webinar e laboratori in presenza rivolti a professionisti del territorio di Bari, dove si è svolto anche l’ultimo appuntamento di questa prima fase, che hanno messo a confronto prospettive diverse su un tema comune: come costruire, nella fascia 0–6, un sistema integrato capace di funzionare in modo coordinato.
Accanto ai momenti online, i laboratori che hanno visto la partecipazione di assistenti sociali, educatori/trici e insegnanti della scuola dell’infanzia, insieme a funzionari/e del settore educativo, sono stati uno spazio di confronto sui linguaggi professionali, sulle risorse e sulle criticità dei territori, con l’obiettivo di rafforzare il lavoro tra servizi diversi.
Nei prossimi giorni sono previste ulteriori attività in presenza sul territorio di Bari. Domani e dopodomani un laboratorio territoriale coordinato dalla Libera Università di Bolzano, le cui parole chiave saranno sintesi, progettazione e consolidamento. Concluderà le attività laboratoriali, nei giorni 15 e 16 aprile, l’incontro promosso dalla Fondazione nazionale degli Assistenti sociali, su Governance e Co-programmazione, con un focus sul ruolo del servizio sociale nella connessione tra livelli istituzionali e Reti sociali, in funzione della pianificazione e della progettazione sociale e socio-educativa di Ambito.
Parallelamente, prosegue il percorso di ricerca che accompagna il progetto formativo e ne orienta gli sviluppi. Gli obiettivi sono molteplici:
- esplorare pratiche, percezioni e criticità nella collaborazione tra operatori sociali, sanitari ed educativi nei servizi per la prima infanzia;
- valutare il ruolo della formazione interdisciplinare nel favorire linguaggi comuni e pratiche condivise;
- analizzare il contributo del servizio sociale nella costruzione di reti territoriali e comunità educanti;
- contribuire alla definizione del profilo professionale dell’assistente sociale per la fascia 0–6.
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